L'inarrestabile fuoco
della notte di San Lorenzo

Dalla finestra sventola la camicia
verso l'interno della grande stanza.
Dalla porta entra il bianco
che è il giorno.
Non voglio, mio caro,
chiamarti con il tuo vero nome
perch'io non possa mai
consumarti.
Non vorrei essere il padre
perché vedrei il dolore
e dal dolore grande
mai morirei.
Oh! Camicia
fermata dai leggeri pilastri
d'oro,
nel blu notte di quell 'uragano
hai fatto l'asino stremato
ed il padrone.
Perché fai libri rovesciati
e grazie di talenti,
ma mostri anche deserti e fiamme
senza canti?
Perché fai fuochi d'artificio
e musiche all'aperto?
Perché fai cinema
di arrabbiata fame
e fai vedere pranzi
che non hanno fine?
Mia madre Maria mi raccontò
che il più grande dei grandi
disse: "Dev' essere così."